Informazioni Valle di Ledro 

La strada del Ponale fu costruita a partire dalla metà dell’Ottocento per permettere di raggiungere più comodamente la valle, fino allora isolata. Il susseguirsi di tornanti e gallerie fu fin dall’inizio visto come uno dei più innovativi progetti ingegneristici. Alcuni tratti della strada antica sono ora percorsi pedonali o ciclabili. La strada attuale da Riva del Garda giunge alla valle di Ledro.
Gli hotel della valle di Ledro si estendono attorno all’omonimo lago, che dona ai piccoli borghi, distesi tutt’attorno, un clima mite che invita a piacevoli vacanze sia d’estate sia d’inverno. Molina di Ledro (m. 638) è centro di soggiorno adagiato nell’ultimo tratto dell’intaglio scavato dal torrente Ponale e guarda il sobborgo di Legos (m. 665), dominato da una parrocchiale di stile barocco.

Pieve di Ledro (m. 659) dista pochi chilometri dal lago ed è impreziosito dall’antica chiesa dell’Annunciazione del XIII sec. che custodisce importanti opere dei secc. XVII e XVIII. L’antico borgo di Tiarno di Sotto (m. 728) e il moderno abitato di Tiarno di Sopra sono località di villeggiatura estiva, ricchi di pittoreschi paesaggi per la vicinanza con il lago di Ledro e il piccolo lago d’Ampola (m. 725). Di origine molto antica è anche il borgo di Storo, nella Val d’Ampola. Nei pressi del piccolo lago d’Ampola, Bezzecca è meta prescelta di villeggiatura estiva, mentre passo di Tremalzo (m. 1665) è località attrezzata per lo sci.

Valle di Ledro in Trentino Alto Adige

Vacanza nella Valle di Ledro

Sulle rive del lago di Ledro, di tanto in tanto, emerge dall’acqua un’area archeologica scoperta nel 1929, in occasione di un notevole abbassamento delle acque. Si tratta di un villaggio palaffiticolo risalente all’antica e media età del Bronzo (2200-1500 a.C.). nei pressi dell’area archeologica è interessante da visitare il Museo delle Palafitte del lago di Ledro, edificato in seguito all’importante ritrovamento che testimonia, assieme ad altri, l’antico popolamento delle montagne alpine.

Nel Museo sono raccolti insieme reperti provenienti dai numerosi scavi eseguiti nella zona, costituiti principalmente da oggetti di uso domestico di ceramica, pietra, bronzo e anche di legno. Resti di tessuto, fra cui un gomitolo di lino testimoniano la presenza di questa coltivazione e l’uso della pianta anche in queste aree. Accanto al museo è curioso osservare la ricostruzione di una piccola palafitta.

Dalla sponda meridionale del lago una mulattiera sale ai prati di San Martino e prosegue al Monte San Martino, dove si incontra un’altra area archeologica, considerata una delle più importanti del Trentino. Scavi archeologici compiuti nel corso degli anni ‘70 hanno portato alla luce i resti di un imponente santuario di età romana, articolato in una serie di ambienti raccolti attorno ad uno spazio centrale di pianta rettangolare scoperto e collegato all’esterno tramite una scalinata di pietra.

Risorse Utili:

Museo delle Palafitte