Storia del Trentino Alto Adige

Le Valli Giudicarie Esteriori hanno dato alla luce recentemente numerosi ritrovamenti archeologici, fra cui, di estremo interesse, un insediamento palaffiticolo risalente all’epoca del Bronzo.
Sulle sponde dell’antico Lago di Carera, trasformatosi in torbiera, la zona archeologica di Fiavè ha dato alla luce numerosi oggetti legati alla vita quotidiana appartenuti alle genti che vivevano nei villaggi palaffiticoli e hanno permesso la ricostruzione dei modi di vita delle prime popolazioni alpine.

Gli antichi abitanti conoscevano una sofisticata tecnica costruttiva delle fondazioni delle palafitte, delle bonifiche, delle palizzate e si dedicavano inoltre ad attività come l’agricoltura, l’allevamento del bestiame, la caccia e gli scambi con alcune popolazioni dell’Italia Settentrionale e del Medio Europa.
Questi ritrovamenti testimoniano che le origini del Trentino e del popolamento della Regione risalgono a tempi antichissimi.

Storia Trentino Alto Adige

Le Origine storiche

L’Alto-Adige è annoverato tra le regioni vitivinicole più antiche d’Europa. La storia del Trentino Alto Adige si basa su su ritrovamenti di antichissimi semi d’uva testimoniano come, già migliaia di anni fa, la vite abbia trovato da queste parti le condizioni di sviluppo ideali. I Romani furono presenti in tutta la Regione già verso la fine del II sec. a. C. e con Augusto parte dell’Alto Adige e il Trentino furono aggregati alla X Regio Italica (Venetia et Histria), mentre il territorio che si estendeva da Merano e da Chiusa (Sabiona) apparteneva alla Retia e l’estrema parte nord-orientale (la Val Pusteria) al Noricum.
La dominazione dell’Impero Romano portò un forte sviluppo agricolo e commerciale in queste terre, attraversate da importanti vie quali la Claudia Augusta Padana e la Claudia Augusta Altinate. Lo sviluppo vissuto in epoca romana fu presto cancellato dalle popolazioni barbariche che si successero dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente e le valli furono sfruttate soprattutto per la posizione geografica strategica come avamposto per difendere il regno Italico.

La lunga appartenenza della Regione al regno di Germania non riuscì a cancellare completamente le tracce di romanizzazione, basti pensare alle valli ladine di Gardena e Badia. In epoca basso-medioevale assunsero grande importanza nel condurre le redini del Paese i Principi-Vescovi, che operavano con tutti i compiti di un feudatario, concessigli dagli imperatori con il noto obiettivo di sfruttare l’immensa autorità della Chiesa a sostegno dell’Impero contro tutte le forze minori, fra cui la crescente borghesia comunale.


I Principi-Vescovi delegavano una parte dei loro poteri a famiglie nobili in grado di difenderli con le armi: una famiglia assai influente nella Regione reggeva la contea del Tirolo, così chiamata da un antico villaggio sopra Merano anticamente chiamato Tiral o Tiralli. Il respiro rinascimentale riuscì a oltrepassare le alte cime montuose e a portare una ventata di freschezza in queste conche e valli, come testimonia il rifacimento urbanistico della città di Trento, abbellita di splendidi palazzi, voluto dal vescovo umanista Bernardo Cesio (1514-1539).

 

Il Rinascimento vede protagonista Trento anche per un altro importante fatto storico: il Concilio Ecumenico (1545-1563) con il quale si gettavano le basi dello scisma tra Roma e i Luterani.
Il secolo dei lumi portò grande progresso nella Regione: oltre a veder scomparire definitivamente la figura dei Principi-Vescovi, il personaggio predominante fu Maria Teresa che introdusse il regolamento scolastico del 1774 con il quale riuscì a cancellare quasi definitivamente l’analfabetismo e una riforma fiscale ispirata a criteri moderni. Alla fine del XVIII sec., a seguito del passaggio di Napoleone, la Regione fu ceduta all’Austria e Innsbruck divenne il capoluogo della provincia. Solo con il termine del primo conflitto mondiale, il trattato di Saint Germain del 1919 segnò nuovamente il passaggio della Regione al Regno d’Italia.
La forte politica di italianizzazione delle minoranze germaniche del governo fascista, e in particolare delle zone ex-tirolesi, causò un esodo delle genti abitanti di questi luoghi verso il Terzo Reich, in parte impedito dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Dopo la fine del conflitto, il popolo tirolese reclamava il distacco della Regione dall’Italia, alla quale, di conseguenza, fu costituzionalmente riconosciuta un’autonomia speciale. Oggi il Trentino Alto Adige con il Land del Tirolo formano una Euroregione.

 

Risorse Utili: 

Provincia Autonoma di Trento